mercoledì 17 gennaio 2018

Segnalazione - ELECTRIC DREAMS di Philip K. Dick

Oggi, per le pubblicazioni Fanucci Editore, vi presentol'antologia di Philip K. Dick, dal titolo "Electric Dreams". 
Un viaggio audace ed elettrizzante oltre i confini dell'immaginazione.
Il testo è stato d'ispirazione per la serie tv "Dick's Electric Dreams", in onda su Video Prime dal 12 Gennaio.
Andiamo a conoscerla nel dettaglio!



 



SINOSSI: Cupe, profetiche ed estremamente potenti, le storie di questa antologia mettono in luce un maestro al lavoro, dotato di sconfinata immaginazione e di una capacità non comune di comprendere ed esplorare la condizione umana. All’interno i dieci racconti sui quali si basa la serie televisiva Philip K. Dick’s Electric Dreams di Amazon Prime Video: Il fabbricante di cappucci, Il pianeta impossibile, Il pendolare, Vendete e moltiplicatevi, Un pezzo da museo, Umano è, L’impiccato, Autofac, Foster, sei morto e La cosa-padre. La serie, prodotta e ideata da tre nomi cult del mondo del cinema e della televisione – Bryan Cranston, protagonista di Breaking Bad, Ronald D. Moore, produttore di Battlestar Galactica e Outlander, e Michael Dinner, produttore di Grey’s Anatomy –, rende omaggio a uno dei più importanti autori di fantascienza al mondo, capace di segnare l’immaginario collettivo di intere generazioni.

DOVE TROVARLO: https://www.amazon.it/Electric-Dreams-Fanucci-Editore-Philip-ebook/dp/B078RRG28Y/












L'AUTORE:  Il grande scrittore di fantascienza Philip Kindred Dick è nato il 16 dicembre 1928 a Chicago e ha trascorso in California, a Los Angeles e nella zona della Baia, la maggior parte della sua vita: un'esistenza inquieta e disordinata, ma sempre lucida dal punto di vista letterario, fin dagli esordi, avvenuti nel 1952. Philip Dick è stato al centro, dopo la morte, di un clamoroso caso di rivalutazione letteraria.

martedì 16 gennaio 2018

Segnalazione - SOLSTIZIO D'INVERNO: I WATSON di Romina Angelici

Oggi, per le pubblicazioni PinkBooks, vi presento il romanzo di Romina Angelici, dal titolo "Solstizio d'inverno - I Watson"
Andiamo a conoscerlo nel dettaglio!







SINOSSI: Emma, dopo aver rifiutato il nemmeno tanto cortese invito del fratello e della cognata a essere loro ospite a Croydon, decide di rimanere a Stanton con Elizabeth e il padre. Tornare a casa dopo anni di assenza, trascorsi presso la zia non è stato semplice, così come riambientarsi e recuperare il rapporto con i fratelli e con il padre. Alla sua prima uscita pubblica Emma non manca di fare scalpore: ammonita da Elizabeth a resistere al fascino di Tom Musgrove, durante il ballo degli Edwards, ha suo malgrado destato l’interesse di Lord Osborne. Ma ha anche fatto delle gradevoli conoscenze come gli stessi suoi anfitrioni e la loro figlia Mary, nonché, per averlo invitato a ballare, un piccolo gentiluomo chiamato Charles Blake, attirandosi quindi, in un colpo solo, l’ammirazione del ragazzino stesso, della madre e dello zio Mr. Howard. Anche Tom Musgrove comincia a frequentare di più le sorelle Watson e cerca ogni pretesto per ingraziarsi Emma in particolare.










 



L'AUTRICE: Romina Angelici è laureata in Giurisprudenza e impiegata ma non ha mai dimenticato l’iniziale amore sbocciato sui banchi di scuola per la poesia. Di formazione classica, accanita lettrice, adora Jane Austen e la letteratura inglese. Ha collaborato con la rivista Ottocento Letterario e con il sito di comunicazione www.informazionetv, e ha pubblicato alcuni contributi sul sito Jasit.it; gestisce il blog ipiaceridellalettura.wordpress.com. Vive in provincia, nelle Marche, su una collina sul mare, sposata, ha 44 anni, due figli, ama sia la tranquillità domestica sia viaggiare.

lunedì 15 gennaio 2018

INTERVISTA A MARIANA FUJEROF



Ciao Mariana, bentornata nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Grazie Linda, per me è sempre un piacere rinnovare questo incontro!
Immagino che ciò possa far sorridere, ma sono fondamentalmente impegnata ad assemblare la vastità delle incongruenze che mi caratterizzano… alcune mi appartengono intrinsecamente, altre mi derivano da episodi vissuti. Mantengo una sana diffidenza di fondo che non m’impedisce però di nutrire un vero altruismo e una certa curiosità nei confronti dei miei simili. Non mi sento sempre in sintonia con il nostro tempo, ma sto imparando a sfruttarne le disarmonie impiegandole per alimentare la mia voglia di scrivere. Amo l’autodisciplina e l’indipendenza d’idee, non mi lascio influenzare dalle mode e tendenze del momento. Fra i miei interessi, la danza, alla quale mi sono dedicata per diversi anni e che ho dovuto lasciare di recente per i troppi acciacchi, la lirica, il cinema muto e l’antiquariato. Ho il privilegio di vivere in un luogo che offre vasti spazi e viste spettacolari, nonché un eccezionale panorama artistico-culturale, e il cui popolo è noto per la sua operosità.

Quando si è accesa in te la scintilla della scrittura, e dove trovi il tempo per scrivere?

Mi avevano ridotta al silenzio prima ancora che riuscissi a formulare frasi compiute; la mia spinta verso la scrittura è stata di protesta, sì, ma anche di profondo bisogno di narrazione e di rapporti umani, oltre che di evasione. Nella scrittura si specchia inoltre quella stagione più felice, creativa e fertile della mia infanzia, vissuta accanto a persone che mi hanno tratta in salvo, educata e incoraggiata.
Scrivo prevalentemente di notte, quando intorno tutto tace e il tumulto delle idee che sgorgano diventa più vivace ed espressivo.

Sei appassionata di teatro, lirica e danza. Hai mai pensato di inserire queste passioni in un tuo romanzo?

Sì, in effetti, ho scritto un lungo e ponderoso romanzo in cui trovano ampio spazio, ma non ritengo sia il caso di pubblicarlo perché, a stesura ultimata, è risultato intriso di elementi troppo personali. Non amo rifarmi a momenti del mio vissuto quando scrivo, anzi, se potessi, lo metterei completamente da parte. Dagli interessi che coltivo attingo energia e spunti certamente anche per la scrittura, ma non posso dire che rappresentino il contenuto narrativo dei miei romanzi.

Quali sono i tuoi generi letterari preferiti?

Prediligo la narrativa non di genere, ma se proprio dovessi sceglierne uno, credo che propenderei per il noir. M’incuriosisce la psicologia criminale, quel cammino tortuoso compiuto dalla mente che porta individui apparentemente normali a commettere atti efferati. Schegge impazzite di una società oramai disfunzionale.

C’è qualche autore che definisci tua Musa?

Apprezzo molto Stefan Zweig, che rileggo sempre con piacere, ma anche Svevo, che nel romanzo “La Coscienza di Zeno” incarna l’inizio del nevroticismo in letteratura, con un protagonista caratterizzato dall’autoinganno dei suoi stessi pensieri e formulazioni, in cui appare chiaro che l’uomo si riferisce sempre più al suo mondo intrapsichico, voltando le spalle al mondo di fuori. Un po’ come fa il mio Amedeo, che quando va nel mondo esterno lo fa con rabbia e stizza, come se relazionarsi con il fuori fosse per lui già una scelta svantaggiosa e qualitativamente deprecabile.

Esordisci nel 2013 con il romanzo “Il Veleno nell’Anima” che tratta tematiche controverse. Perché questa scelta?

Volevo esprimere, anche a costo di farlo con brutalità, quel dolore causato dalla lacerante esperienza della privazione d’amore, con le sue conseguenze tragiche, devastanti. Tutto nasce dall’atto di una madre che ripudia il proprio figlio, ancor piccolo, per motivi dettati dalla mancanza d’empatia, diciamo pure da un narcisismo latente e da una congenita immaturità. Questo rifiuto genera un circolo vizioso d’incomprensioni che sfocerà poi nella vendetta più cruda. Il male s’insinua, avvelenandolo, in quel nucleo in cui ci si dovrebbe sentire per natura più protetti: la famiglia. Il mio scopo era raccontare quella scomoda verità spesso celata da rispettabili apparenze, la storia dell’amore che viene negato. Il protagonista maschile, Ludwig, è spinto da una disperata ricerca d’amore che si traduce in atti di crudeltà gratuita sulle donne, da lui usate come oggetti per soddisfare i suoi impulsi. Arriverà perfino a fagocitare, annientandola, la propria sorella, creatura innocente e inerme già minata al suo interno, che si affida ciecamente a lui, suo salvatore e carnefice. Ludwig è un uomo brillante e seducente, molto ammirato e di bellissimo aspetto, ma anche profondamente ferito nell’animo. Ha subito un danno irreparabile e sa solo infliggere dolore. La sua contorta ricerca della madre assume forme perverse, diventa vuota rivendicazione che genera a sua volta il male. L’intera esistenza di quest’uomo si fonda sulla privazione dell’amore, e non sul suo adempimento…
Forse è inutile dirlo, ma questo romanzo è fortemente sconsigliato a chi predilige il genere rosa.

Nel 2016, esce “L’uomo dalle iridi a specchio”. Cosa troveranno i lettori al suo interno?

Una storia insolita e divertente che sfugge a una precisa catalogazione, che fa da specchio a quelle pulsioni in noi spessissimo trattenute, se non negate, e che ci ricorda che qualsiasi espressione di originalità si serve comunque del coraggio. Una sottile ironia e un linguaggio conciso e curato aumentano il senso di potere e di pericolosità che Amedeo, il protagonista, esprime già naturalmente.


https://www.amazon.it/Luomo-dalle-specchio-Mariana-Fujerof/dp/889950038X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1516022806&sr=8-1&keywords=mariana+fujerof


Quali tematiche affronti?

Mentre nel primo libro il dolore del non essere amati impregna tutta la storia e i personaggi stessi, nel romanzo “L’uomo dalle iridi a specchio” con Amedeo si giunge a disprezzare l’amore materno e a crearsi fonti di piacere e soddisfazioni che non vogliono condividere niente con l’amore, né quello dato né quello ricevuto. Amedeo rinuncia ad amare in cambio di un raggio d’azione, e quindi di una libertà, decisamente più ampi.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio più forte è quello di avere il coraggio d’essere se stessi, scevri da inutili compiacimenti verso l’esterno. Si esprimono anche la pericolosità dell’intelligenza, l’assoggettamento dei codici alle proprie regole e, tutto sommato, una forma di leggerezza e ironia del vivere.

Qual è stato l’input per questo libro?

Nel corso della mia vita sono stata inseguita da tante paure e dubbi. Ho sentito la necessità di dar vita a un personaggio che avesse un alone d’impunito, che fosse impegnato a cercare elegantemente il modo per eliminare qualsiasi fonte di fastidio, di abbrutimento o d’ingiustizia da lui percepita. Potremmo definirlo anche un simpatico narcisista che seduce e piega gli altri ai propri bisogni, e al quale il lettore perdona tutto.

Self publishing Vs. CE chi la vince?

L’autopubblicazione forse è l’ideale per chi ha molti sostenitori, amici, conoscenti e contatti in rete, e sa come attivarsi nella promozione dei propri scritti. Io non dispongo di tali risorse, e ammetto di essere anche un po’ deficitaria riguardo alle cosiddette “strategie di marketing”. Non ricerco il contatto, sono talmente riservata che la sola idea di espormi mi fa sobbalzare… dubito inoltre che la mia persona e vita privata possano essere motivo di curiosità per i lettori. Pertanto, preferisco affidarmi a una casa editrice che sappia accogliere e rispettare le mie esigenze.

Hai qualche altro progetto in cantiere?

Eccome! Spero tanto di potere pubblicare gli altri volumi della serie che vede protagonista il fascinoso e beffardo Amedeo, oltre a realizzare un progetto un poco azzardato riguardo un personaggio che avrebbe ancora molto da dire… al momento sono impegnata nella stesura della nuova versione de “Il Veleno nell’Anima”, per la quale mi occorre un editore, qualcuno che accetti di prendere in esame testi già pubblicati in precedenza, e sento che la ricerca sarà davvero ardua. Si tratterà di una versione per certi versi ampliata e approfondita, che darà maggior risalto ad alcuni aspetti drammatici di forte impatto.

È stato un grande piacere ospitarti nel mio blog, in bocca al lupo per tutto!

Grazie per la tua gentilezza, Linda, e per la lunga chiacchierata. Spero di non essermi meritata la medaglia d’oro per l’autrice più logorroica.

Per seguire Mariana   L'UOMO DALLE IRIDI A SPECCHIO

venerdì 12 gennaio 2018

Segnalazione - PICCOLE VITE INFELICI di Stefano Labbia

Oggi, per le pubblicazioni, vi presento il romanzo di Stefano Labbia, dal titolo "Piccole vite infelici".
Andiamo a conoscerlo nel dettaglio!







SINOSSI: Giorni nostri. Quattro personaggi in cerca di pace nella quotidianità caotica del mondo (a)sociale del nuovo millennio. Quattro persone si incontrano, si sfiorano, collaborano, vivono, si amano. Poi si perdono di vista, perdono opportunità, occasioni, fanno scelte (talvolta opinabili), si maledicono. Come se niente fosse. Come se tutto ciò che hanno condiviso nel passato recente non avesse alcun valore. Ne emotivamente, nè lavorativamente. Piccole vite infelici parla delle esistenze di Melina, Marco Marcello, Caio Sano e Maya in una Capitale d'Italia glaciale, non per il freddo ma per la nuda e gelida umanità che la anima. Una Roma multiculturale nel 2015 che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti bramosi di essere finalmente valorizzati dall'altro e maledettamente insicuri e complessati nei loro confronti al contempo. Una città, Roma, che sa amarli per poi nascondersi tra le pieghe della sua imponente fragilità, raggomitolandosi su sé stessa per giocare al gatto con il topo con i suoi cittadini tutti. Che l'abitano, la visitano, la colorano. E poi la violentano brutalmente senza alcuna pietà.

DOVE TROVARLO: https://www.amazon.it/Piccole-vite-infelici-Stefano-Labbia-ebook/dp/B07792KC2Y/










Eccovene un assaggio!



[...] Aveva appena compiuto quarant’anni, e da tutti era soprannominato Caio Sano. Caio perché ricordava, seppur di origini toscane, un romano verace, sguaiato, contraddittorio e pigro. Sano perché si professava un ateo – che ce l’aveva col mondo intero – e dunque, secondo la sua coscienza, era uno dei pochi sani in un pianeta di pazzi. Caio aveva problemi di fiducia in se stesso, un po’ come tutti, direte voi. [...]









L'AUTORE: Stefano Labbia è un giovane autore italo brasiliano classe 1984, nato nella Capitale d’Italia. Ha scritto e pubblicato, nel 2016, “Gli orari del Cuore” per Leonida Edizioni, raccolta poetica che racchiude alcune liriche composte tra l’adolescenza e la maturità. Nel 2017 è tornato in libreria con "I Giardini Incantati” (Talos Edizioni).
Questo è il suo primo romanzo.

giovedì 11 gennaio 2018

Segnalazione - L'ABBANDONATRICE di Stefano Bonazzi

Oggi, vi presento il, romanzo di Stefano Bonazzi dal titolo "L'abbandonatrice".
Andiamo a conoscerlo da vicino, in attesa della recensione.







SINOSSI: Durante l’inaugurazione della sua prima mostra fotografica, Davide riceve una chiamata: Sofia, l’amica di cui aveva perso le tracce anni prima, si è tolta la vita.
Al funerale, Davide conoscerà Diamante, figlio di Sofia. Un sedicenne scontroso e instabile che insieme al dolore si porta appresso un fardello di domande: che relazione c’era tra Davide e Sofia? Perché sua madre è scappata dall’Italia troncando ogni rapporto con amici e famigliari? Perché il suicidio?
Tornato a Bologna insieme a Diamante, Davide si ritroverà a vivere una complicata convivenza a tre che coinvolge anche Oscar, il suo compagno, e grazie alla quale riemergerà la storia di Sofia, colei che lascia per paura di essere lasciata: una storia di abbandoni e di fughe, di silenzi e di madri dai comportamenti irrazionali e inspiegabili.
"L’abbandonatrice" è un romanzo che racconta gli attacchi di panico e la droga, l’adolescenza e il disagio. Un romanzo sulle responsabilità che ogni scelta comporta e sulla difficoltà ad accettarne le conseguenze, a qualunque età, qualunque ruolo la vita ci abbia riservato. 

DOVE TROVARLO: https://www.amazon.it/Labbandonatrice-Fernandel-Bonazzi-Stefano-ebook/dp/B076JCGXLN/







Eccovene un assaggio!



[...] Piazza Santo Stefano, a quell’ora, era un’oasi di silenzio immersa nel cuore di Bologna. I pochi studenti rimasti in città sedevano sui muretti sotto i portici e, oltre al refrigerio, a quel nucleo di cemento esausto parevano chiedere qualcosa come protezione.
Leggevano, disegnavano, discutevano lenti: era come se i loro discorsi non fossero davvero importanti. L’afa rendeva ogni pensiero superficiale, ogni gesto un sacrificio.
I bar erano per i turisti, e Sofia non si sarebbe comunque seduta in nessuno di essi. Aveva già battezzato una panchina accanto alla basilica, sotto un albero gigantesco, la più distante da tutti.
Sofia posava rigida e silenziosa come un felino. Il caldo non intaccava la grazia dei suoi movimenti, e nemmeno le maniche lunghe della sua t-shirt sembravano preoccuparla.
Io la scrutavo con brevi sguardi, ed era come studiare un alieno. Ogni cosa su di lei non produceva un effetto scontato, era un po’ come se la vita le scivolasse addosso senza riguardarla veramente. [...]












L'AUTORE: Stefano Bonazzi è nato a Ferrara nel 1983. Di professione webmaster e grafico pubblicitario, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Miami, Seul, Monaco. Nel 2014 ha pubblicato per l'editore Newton Compton il suo primo romanzo, "A bocca chiusa".

mercoledì 10 gennaio 2018

IL SALOTTO DI CASSANDRA - Recensione - LETTERE FRA L'ERBA di Clara Cerri

Oggi, per le recensioni de #IlSalottodiCassandra, conosciamo il romanzo di Clara Cerri dal titolo "Lettere fra l'erba".




Andiamo subito a scoprire cosa ne pensa Cassandra Wox.







SINOSSI: Isabella cerca di ricostruire il volto di una madre che non ha mai conosciuto dai ricordi degli amici di lei, dalle lettere di un'amica lontana, dallo stesso bisogno di amore e di bellezza che sente crescere dentro di sé. Lentamente si farà strada tra i rimorsi e i silenzi di suo padre e di tutti quelli che la circondano, attraverso momenti di rabbia e di sconforto, per trovare la sua verità su Ilaria, sua madre, e sulla storia d'amore che ne ha segnato la vita.
«Ha perso sua madre, persa e basta, come si perdono i palloncini, e non tutti perché volano in cielo. Ha perso gli anni per vederla invecchiare e lo spettacolo del coraggio che sognava di mostrare, coraggio che doveva arrivare dove non poteva l'amore, solitudine dove il pensiero di poter tornare a essere felici fosse lasciato vivere, in fondo agli occhi, per farli belli e verdi. Ha perso l'infanzia, che è finita. Ma le risate, quante risate ha fatto, quante volte in quattro mesi l'ha fatta ridere quell'uomo che il sogno maldestro ringiovanisce? Forse più di quelle che sua madre immaginava, ed è bello pensarlo».










ROMA -OGGI. Isabella, orfana di una madre che non ha mai conosciuto, torna a vivere con il padre, dopo aver trascorso anni in collegio.
Qui, entra in una compagnia teatrale, dove incontra alcuni vecchi amici della mamma, tra cui Antonio. La ragazza è curiosa e desidera conoscere il passato della donna misteriosa, di cui le è vietato parlare in casa.
Un giorno, Isabella trova in una scatola le lettere che la madre scrisse a una cara amica, Emanuela. Ha inizio così per lei un viaggio nel trascorso di Ilaria, tra pensieri, emozioni e contraddizioni.
Molte sono le sorprese che la attendono, molte le prove da superare, perché il passato somiglia a una matrioska dal contenuto impensabile.

"Lettere fra l’erba" è un romanzo introspettivo che ci fa scoprire, a poco a poco, una donna misteriosa. Il presente e il passato si intrecciano in una storia che analizza le fragilità e il rapporto madre-figlia.
Il libro presenta qualche pecca, nonostante la storia forte che intriga il lettore; vi sono diversi errori relativi ai dialoghi e alla struttura narrativa che, se curati, possono rendere il romanzo davvero piacevole. Per esempio, si passa dal presente al passato, dal ricordi a eventi reali in maniera poco precisa; purtroppo, ammetto che ho avuto qualche difficoltà nel comprendere certi passaggi.








[...] "Ricordati che ti amo tanto". Lo baciò e salì sul treno senza sperare in una risposta, poi si affacciò al finestrino, e lui era lì che disegnava cuori nell'aria tra un io e un tu, poi altri cuori e colombe e fiori e nuvole, perché lo guardasse ancora e ridesse mentre il treno si allontanava. [...]






 

 
Assegno, comunque, tre poltroncine e consiglio la lettura perché l’idea è buona, la storia intriga, ma deve essere sviluppata al meglio.


Cassandra Wox
  (Editing di Linda Bertasi) 

IL VOTO DI CASSANDRA

martedì 9 gennaio 2018

Segnalazione - PROSPETTIVE: RACCONTI E VISIONI di AA. VV.

Oggi, vi presento l'antologia "Prospettive - Racconti e visioni" di AA.VV.
Andiamo a conoscerla nel dettaglio!


 

SINOSSI: Prospettive è una antologia di racconti: dodici temi, venti autori per trentanove racconti. Potranno piacervi, potrete trovarli interessanti, potranno accompagnarvi per qualche ora. Prospettive, lo dice la parola stessa, sono punti di vista. Prospettive sono idee, possibili scenari, combinazioni di eventi. Prospettive sono autori talentuosi che si affacciano alla letteratura portando una loro visione. In questa visione potrete ritrovarvi e pensare la classica frase: “questo lo avrei fatto anche io!”, “ma dai, questo è capitato anche a me!”, “in questo personaggio proprio mi ritrovo!”. In questo caso sarà una lettura piacevole, rassicurante, vi farà sentire meno soli. Oppure, semplicemente, no. Potrete pensare il contrario, potrete dire: “ma no! Ma come ha fatto, ma come è possibile, ma perché?”. Questa seconda possibilità è destabilizzante, toglie sicurezze, non ci fa sentire a casa, ama altrove. Eppure questo è il compito della letteratura: spiazzarci. Farci vedere, nuove “prospettive”, farci trovare nuove parti di noi, che certo, abbiamo sempre avuto, ma non sapevamo di avere.


DOVE TROVARLO: https://www.amazon.it/Prospettive-Racconti-Visioni-Narrativa-Italiana-ebook/dp/B06Y8WWHKQ/







Eccovene qualche assaggio!






[...] Ognuno aveva una particolarità.
Marta, quando dormiva, aveva le palpebre che diventavano nere. Ma non sempre, solo quando la giornata era stata brutta. La mattina tornava quasi normale. Non proprio, ma quasi.
Giovanni a seconda dell’umore poteva diventare trasparente. Un giorno ebbe una lite furibonda con la fidanzata e scomparve per una settimana, nessuno riusciva a vederlo. Non parlava per giunta.
Michele diventava più alto a seconda dei profumi. Se sentiva odore di rosa era capace di crescere di un metro e mezzo. Con i tulipani, invece, non succedeva nulla.
                                                                                                       (Particolari di Alessandro Mazzi)






 

Mille lire non ti cambieranno la vita, ma te la possono rivelare. Tutto stava nel tono. Doveva essere misterioso, ma non troppo basso altrimenti nessuno l'avrebbe sentita in mezzo a quel putiferio. Gliel'aveva insegnato madama Dorè, la donna per cui lavorava, con cui viaggiava e che ormai le faceva da madre. Ma Angiolina era stanca di vivere le fiere, sentirne il frastuono e dormire nel retro del camper. Quante coppiette aveva visto correre innamorate dalla signora a farsi predire il futuro. Il segreto stava tutto nel farle andare via contente. Del resto era solo un gioco. Una piccola emozione e qualche frase da ricordare.
                                                                                                                        (Volta la carta di Alfonso Inclima)











Nella mia vita tutto è notte: il buio mi segue dal risveglio fino al risveglio successivo; mentre fuori, ricordo bene, luce e tenebra si rincorrono, giorno dopo notte dopo giorno, senza acciuffarsi.
Mi chiamo Marina, e ho trent'anni. Ho perso la vista troppo presto, prima che i ricordi potessero sedimentarsi. Salvo poche immagini della luce e della sua forza. Vaghi ricordi. Per il resto vivo nel buio completo, più glaciale del freddo dell'Antartide.
(Ogni cosa è illuminata di Serena Barsottelli) [...]









GLI AUTORI:



Sonia Barsanti, nata a Viareggio nel 1985 e laureata in Scienze dei Beni Culturali, da sempre porta con sé l'amore per la lettura e la scrittura.

Serena Barsottelli nasce a Viareggio il 4 dicembre 1985. Appassionata di scrittura e di teatro, sogna di riuscire a unire queste grandi arti. Al proprio attivo pubblicazioni di vario tipo e collaborazioni con alcuni collettivi di scrittura.

Marco Bertelli è nato nel 1965, a Cento (Fe), dove vive. Musicista cantautore e teatrante per passione, nel 2015 ha pubblicato racconti in un paio di antologie.

Carlo Capotorto è nato a Bergamo il 30 Dicembre 1983. A ventitré anni, dopo una breve carriera da grafico pubblicitario, ha vissuto per più di un anno girovagando tra Australia, Taiwan, Vietnam, Laos e Cambogia. Dopo qualche anno di rimpatrio ha saggiato anche Barcellona e Dublino. Nel 2013 ha iniziato a lavorare in ambito sociale. Di carattere fondamentalmente chiuso ha sfogato la propria mente sulla carta tramite la scrittura, e anche l’auto-pubblicazione, di racconti e poesie. Mai fermo sulla sedia se non per scrivere, avanza piano ma avanza: un po’ perché crescere dentro è la cosa più importante che possa esistere, un po’ perché indietro non si può andare.

Alessandra Ceccoli è Sammarinese per nascita ma newyorchese per elezione, è cresciuta a pane, libri, viaggi e musica rock. Laureata in lingue e letterature straniere, con una particolare passione per la cultura e letteratura anglo-americane, si diletta nella scrittura e nella traduzione editoriale dall'inglese all'italiano ed è parte della squadra dei traduttori "fuorilegge".

Alessandro Retini è nato a Ravenna il 2 aprile 1980. Dopo essersi laureato in legge e diventato anche avvocato capisce che non gli piace e che poteva pensarci prima invece di perdere tutto quel tempo. Così si trova un lavoro qualunque. Suona il basso elettrico in un gruppo chiamato “L'ultimo uomo sulla Luna”. Scrive e fuma poco.

Simone Censi ha al proprio attivo svariati concorsi di poesia e narrativa, alcuni vinti, alcuni oggetto di segnalazione. Numerose sue opere sono state pubblicate tra rete e antologie. Nel 2015 ha pubblicato il suo primo romanzo.

Renzo Semprini Cesari è nato e vive a Rimini. Prima di dedicarsi all'attuale attività lavorativa (commercialista) è stato un giocatore professionista di basket. Ha pubblicato a quattro mani "Il Fratello Sbagliato - Trionfi e peripezie di Loris Stecca", per Italica Edizioni, un racconto dal titolo "Parole sulla pelle" all'interno dell'antologia "Mani", per Fernandel, e l'ebook "Fantasmi di Natale", per Infilaindiana Edizioni. Ha pubblicato Zeppole e Nuvole con Jona Editore ed è uno degli autori di Strutture, sostegni o gabbie, sempre per Jona Editore. Ha curato ed editato Prospettive.

Angela Colapinto è nata a Bologna, dove vive e lavora. Si occupa di fotografia e di arte. Tramite la scrittura le capita spesso di perdersi nei propri pensieri e di ritrovarsi a inventare storie. Cosa di più divertente e creativo? Le piace giocare con la vita, con i ricordi e con le situazioni ma soprattutto con se stessa. Con i propri racconti ha partecipato a diverse antologie.

Claudia Farini è nata trentadue anni fa ai Castelli Romani, dove ha sempre vissuto. Laureata in Storia dell'arte, oggi lavora nel turismo. Vive di serate con gli amici, di ore con gli occhi immersi negli schermi dei cinema e di passeggiate tra le pagine dei libri. Dopo aver passato metà della propria vita a leggere, ha deciso che era il momento di iniziare a tirare fuori dalla sua testa personaggi e situazioni che stavano lì da un po' e ha inviato qua e là qualche racconto che è stato pubblicato sia on line sia all'interno di antologie cartacee.

Marilena Fonti, docente di Lingua Inglese presso un liceo classico-linguistico, Marilena è da sempre appassionata di letteratura e di traduzione letteraria. Ha coltivato queste passioni sia nel corso degli studi universitari, in Italia e negli Stati Uniti d’America, sia attraverso la traduzione (e pubblicazione) di testi dal tedesco e dall’inglese, e sia, in fine, attraverso la scrittura di racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati in varie antologie.

Alfonso Inclima è nato e vive ad Agrigento, all'ombra dei Templi immortali. Lettore sempre in cerca di libri che lo catturino, ispirino e che si facciano ricordare, ogni tanto prova a saltare il fosso e scrivere qualcosa sognando a sua volta di catturare e di ispirare. Vincitore di un paio di concorsi per racconti con relativa pubblicazione.

Martina Ini, classe 1994, è nata e cresciuta in Valle d'Aosta. Attualmente è laureanda in scienze della mediazione linguistica presso l'Università degli Studi di Torino. A oggi ha un suo racconto pubblicato all’interno di una antologia.

Gianluca Martino nasce a Crotone trentacinque anni fa e da diciassette vive a Bologna. Ha iniziato a scrivere da circa un anno con la velleitaria speranza di espellere le relazioni di causa effetto di cui la sua mente risulta oramai satura. Prima di oggi ha pubblicato un racconto in una antologia. Attualmente sta lavorando al suo primo romanzo con la di cui sopra velleitaria speranza di risolvere l'idiosincrasia verso la sua città d'origine. Non contento studia canto moderno e recita presso compagnie teatrali amatoriali.

Davide Gaetano Paciello è nato a Foggia nel 1991. Si è laureato in filosofia a Bari e poi ha conseguito la magistrale a Roma. Ha auto-pubblicato una raccolta di poesia su amazon.

Maria Antonietta Potente vive e lavora a Bologna, dove si è laureata in Giurisprudenza. Adora il teatro, che ha praticato in forma amatoriale, e la danza classica, che ha studiato per anni. Suoi racconti e poesie hanno trovato diversi sbocchi editoriali.

Elisabetta Ronchetti è di Carpi e lavora in una gioielleria. A qualche anno di distanza dalla maturità scientifica ha frequentato dei corsi di scrittura che l’hanno portata a sviluppare la sua passione per i racconti di vari generi. Al proprio attivo la pubblicazione di alcuni racconti all’interno di antologie, e in cantiere un paio di promettenti progetti editoriali

Fabrizio Billero è nato a Palermo e vive nella periferia di Torino, da dove spera di non doversi mai spostare. Lavora in una cooperativa sociale, scrive perché è stonato.

Simone Trivellini è un eclettico, brillante: se avesse un ph più acido sarebbe un detergente universale leader nel mercato. Diplomato come odontotecnico, impossibilitato dal suo carattere a intraprendere la carriera di diplomatico,ha studiato lettere, predilige la M. Partecipa a qualche contest per racconti e viene segnalato nei confronti all'americana dalla giuria. Copywriter a tempo perso, commesso a tempo indeterminato.