sabato 6 maggio 2017

Quel Libro Nel Cassetto - L'AMPIA NARRAZIONE TRA STORIA E FANTASIA di Ornella Albanese


Per la rubrica #QuelLibroNelCassetto, questo mese è venuta a trovarmi un'Ospite Speciale.
Oggi è con noi ORNELLA ALBANESE.
Ornella è laureata in Lingue e Lettere Straniere, firma il suo esordio nel 1997 con il romanzo Una donna diversa; ha all'attivo ventisei romanzi storici e contemporanei, e vanta collaborazioni importanti con Mondadori e Leggereeditore. Una menzione va al suo ultimo romanzo Il Sigillo degli Acquaviva edito da Leone Editore.


Con Ornella affronteremo un argomento diverso e molto interessante: L'AMPIA NARRAZIONE.
Che cosa si intende per "Romanzo di ampia narrazione" e cosa ha a che fare con lo storico? Come delineare i personaggi storici? Come caratterizzarli e soprattutto quali scegliere?
Ce lo spiega Ornella in un articolo interessantissimo da appendere in bacheca.


 
                L'AMPIA NARRAZIONE TRA STORIA E FANTASIA




Scrivere un romanzo storico è una bellissima avventura. Se poi il romanzo storico si inserisce in quella che io chiamo “ampia narrazione”, l'avventura diventa esaltante.
La parola “ampia” racchiude tutto: più storie, più personaggi di rilievo, più luoghi e anche più generi. L'autore si muove in un mondo narrativo estremamente complesso, spaziando tra storia e fantasia e creando situazioni, ambientazioni e personaggi diversi. Nel romanzo classico si segue un percorso tranquillo e rassicurante, in quello “ampio” si dilaga in modo temerario superando ogni genere di confini. Il romanzo diventa un grande affresco ricco di dettagli, e quell'affresco deve prendere vita. 

Come gestire e disciplinare l'ampia narrazione? 
In questo articolo vi parlo dell'aspetto più importante, che è alla base di tutto il resto: io me lo raffiguro come una sorta di documentazione orizzontale.
Immaginate una linea orizzontale e su quella linea provate a inserire tutti gli avvenimenti storici che possano essere funzionali alla storia.
Forse un esempio può rendere più chiara l'idea.
Il mio romanzo Il sigillo degli Acquaviva è ambientato nel 1165. Una volta decisa la data, ho cominciato a documentarmi studiando cosa accadde in quell'anno e scegliendo gli eventi che apparissero più intriganti nell'economia della narrazione.
A Otranto proprio nel 1165 si concludono i lavori del mosaico pavimentale della cattedrale. Splendido, lo annoto all'inizio della linea! La mia storia può cominciare con una scena di forte impatto: la solenne e suggestiva cerimonia dell'inserimento dell'ultima tessera.
Vicino a Otranto, l'abbazia di Casole già richiama menti illustri anche se il massimo splendore lo raggiungerà sotto Nicola di Otranto, detto Nettario, che darà impulso anche un cenacolo di poesia. Ma nel 1165 il personaggio ha circa dieci anni. Non importa, nel romanzo apparirà bambino.
A Trani si pensa a un grande mosaico nella cattedrale sul mare: basterà un breve cenno per dare l'idea della contemporaneità dell'evento.
La nostra linea orizzontale comincia ad allungarsi.
La Terra Santa è il luogo d'origine del protagonista. Perché non rendere ancora più ampia la narrazione con un viaggio avventuroso in quello che lui chiama il deserto dei Padri? Nel 1165 ci sono grandi movimenti di navi con pellegrini, crociati, templari, teutonici.... e queste navi partono anche da Otranto. Perfetto.

Cos'altro? Mi serve un personaggio storico di grande incisività, così mi viene in mente il Saladino. Ma nella mia riga orizzontale lui ha ventotto anni ed è ancora solo Salah al-Din al-Ayyub. Lo inserisco quindi così, prima che diventi il terrore dei crociati, con il suo turbante porpora, gli occhi sempre temibili e la barba già divisa in due ciuffi.
La linea si allunga.
A questo punto la storia richiede un flashback. Torniamo indietro di poco più di trenta anni. Terrasanta, 1131... non credo ai miei occhi. Mi imbatto in un personaggio fantastico, Boemondo di Altavilla, il giovane leone di Antiochia. Lui muore proprio in quell'anno, sulla riva del fiume Jihan, in un modo che potrei definire epico. L'evento può essere descritto per fare da sfondo a una scena di grande importanza nel romanzo.
Torniamo in Italia.
Quelli sono anche gli anni del Catalogus Baronum, fatto stilare da Ruggiero il Normanno e poi nuovamente da Guglielmo il Malo perché distrutto nell'incendio della reggia di Palermo. Eccitante scoperta! Ho in mano i nomi e i possedimenti dei feudatari di quel periodo. Perché non riportarli in vita e renderli protagonisti di un'impresa di giustizia?
La linea si allunga davvero tanto.

Potrei dire che il periodo storico in cui calarmi è ormai ricco ed eterogeneo. Aggiungerò piccoli particolari. Mi serve una tintura per capelli? Mi viene in aiuto, con un'antica tintura saracena, Trotula De Ruggiero, che nell'XI secolo operò nell'ambito della scuola medica salernitana.
Ho bisogno di un medicamento portentoso? Ecco la triaca, di antichissime origini e modificata più volte nel corso dei secoli.
Ma ormai si tratta di particolari. Osservo la lunga linea della mia documentazione orizzontale e sono davvero soddisfatta. Ho davanti a me personaggi, situazioni e avvenimenti che possono costituire il sostrato del romanzo. A questo punto non mi resta che dedicarmi completamente alla mia storia inventata che avrà quindi una cornice attendibile.
Io ho applicato la mia linea orizzontale al Medioevo ma è altrettanto valida per qualsiasi epoca. L'unico accorgimento è che, a mano a mano che ci si avvicina al presente, è opportuno indagare più a fondo e investire più tempo perché il pericolo di una trasgressione storica si fa davvero insidioso. Dopotutto il Medioevo ha ancora molte zone d'ombra nelle quali un autore può esercitare al meglio il suo estro creativo, le epoche più vicine sono più documentate e quindi presentano molti punti fermi dai quali non si può derogare. Ma non credo sia un problema. Sono convinta che per gli autori di romanzi storici la fase della documentazione sia la più entusiasmante. 
Ornella Albanese Scrittrice







1. RISPETTA LA STORIA: Il rispetto per la Storia è essenziale. Ma forse sarebbe meglio parlare di amore per la Storia.

2. PARTI DA PUNTI FERMI DI RIFERIMENTO: Nel calare la vicenda in un certo periodo storico, è bene partire da punti fermi di riferimento, all'interno dei quali si possono ammettere piccole discrepanze utili alla narrazione.

3. FILTRA L'ECCESSO DI NOTIZIE: La profusione di notizie storiche deve essere filtrata. Intere pagine possono essere riassunte in una frase, in un riferimento all'interno di un dialogo, per evitare lungaggini didascaliche.

4. NON DESCRIVERE LA STORIA: La Storia non deve essere descritta, la si deve respirare. Deve pervadere ogni pagina con particolari inseriti nella narrazione in un modo che sembri casuale anche se non lo è.

5. PARTI DALLE TESTIMONIANZE: I personaggi storici vanno ricreati partendo da qualcosa di reale: poche righe in un libro di storia, un ritratto, un affresco. Poi toccherà a noi dargli il soffio della vita.

6. DOCUMENTATI SUGLI EDIFICI: Attenzione alla descrizione di edifici che sono arrivati fino a noi. Il più delle volte hanno subito modifiche sostanziali e in epoche passate erano molto diversi.

7. EVITA CALI DI TENSIONE NARRATIVA: In un romanzo storico, il calo della tensione narrativa può facilmente scivolare nella noia.

8. AMA E ODIA I TUOI PERSONAGGI: Sarebbe opportuno amare i nostri personaggi controversi e allo stesso tempo odiarli. E' solo la mescolanza di odio e di amore che crea personaggi in cui bene e male sono strettamente intrecciati.

9. LEGGI PER IMPARARE: E' sempre preferibile leggere chi è più bravo di noi per migliorarci e arricchirci. Anche l'autore dotato dell'ego più ipertrofico non può non ammettere che c'è chi scrive meglio di lui.

10. USA IL TUO STILE: E dopo aver letto, letto e ancora letto, scrivere in modo completamente diverso. Nel nostro personalissimo stile.


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