mercoledì 23 marzo 2016

Quel libro nel cassetto - IL ROMANCE IRONICO CONTEMPORANEO secondo FRANCESCA BALDACCI

Torna l'appuntamento con la rubrica #quellibronelcassetto dedicato ai consigli per autori emergenti e non.
Per il mese di Marzo ho deciso di concludere la nostra incursione nel romance, iniziata con Mariangela Camocardi e proseguita con Laura Gay e Simona Liubicich. Non potevo farlo se non con un'altra Grande Artista, quindi ho deciso di affidarmi a Francesca Baldacci per trattare una sfumatura molto importante: IL ROMANCE IRONICO CONTEMPORANEO. Genere non da tutti e non per tutti.




Francesca è scrittrice e giornalista, il suo esordio avviene nel lontano 1979 e da allora non si è più fermata. E' stata intervistatrice sportiva, ha collaborato con Disney e con Magazine importanti come Confidenze, Donna Moderna, Love Story, Confessioni Donna, Intimità e tante altre. Il suo primo romanzo "Una collana per Sissi" fu pubblicato nel 1981 per Mondadori ed è, a oggi, autrice per Sperling & Kupfer con "Vacanze da Tiffany". 
Ma lasciamo a lei la parola per scoprire, attraverso il suo interessante articolo sulle regole del Romance Ironico Contemporaneo.




LE REGOLE DEL ROMANCE IRONICO CONTEMPORANEO


 

Il romance ironico contemporaneo è uno dei generi più apprezzati di recente, e ha preso un po’ il posto, nel cuore delle lettrici, di quello storico classico. La capostipite è stata indubbiamente Sophie Kinsella con i suoi chick-lit, apprezzatissimi in tutto il mondo, e a ruota sono nati moltissimi romanzi che ricalcano il suo stile, aprendo una porta che sino a quel momento era rimasta… socchiusa. E cioè quella della donna capace di prendersi gioco di se stessa, delle proprie piccole manie e anche dei propri drammi, in particolare e soprattutto quelli d’amore. 
Oserei dire che è un bel passo avanti, rispetto al passato: possedere autoironia significa emanciparsi, “andare oltre”, smettere di piangere su se stesse. In questo senso il romance ironico contemporaneo costituisce un traguardo importante: sia per le lettrici, che si divertono leggendo, sia per le autrici, che scrivendo operano una sorta di “terapia della scrittura” e imparano a loro volta a creare una sorta di distacco dal proprio travaglio interiore.
Non è sempre facile, però, creare una storia che abbia in sé le caratteristiche richieste per questo genere.


L’ironia è una qualità non appannaggio di tutti e spesso si leggono romanzi che di buffo e divertente hanno ben poco, e lasciano un po’ con l’amaro in bocca.
Il linguaggio che va usato, anzitutto, deve essere semplice e comprensibile a tutti. Aiuta moltissimo parlare di ciò che si conosce bene, senza infilarsi in gineprai sconosciuti, per evitare di complicarsi assurdamente l’esistenza.
Molto spesso “raccontarsi” è importante: narrare, cioè, con gli opportuni filtri, anche un’esperienza personale: ma per questo occorre operare su di sé una sorta di distacco psicologico. La riflessione potrebbe essere: in quell’occasione mi è capitato questo e questo, era una situazione divertente e potrei rielaborarla per poi trascriverla.
La situazione da descrivere per provocare il sorriso (più che la risata) non deve essere comunque mai troppo lunga: d’altra parte la cosa più difficile, nel romance ironico contemporaneo, è proprio mantenere il medesimo ritmo narrativo. Per verificarlo la rilettura è importante.
L’ironia, è bene ricordarlo, è anche sinonimo di leggerezza, va usata con cura e parsimonia, altrimenti sfocia in qualcosa di molto diverso. Il linguaggio, per esempio – e questo è importante – non deve mai scadere nella volgarità. E non solo il linguaggio, naturalmente: anche le situazioni che vengono descritte nella storia.
Un altro degli errori in cui si può cadere facilmente in un romanzo di questo tipo è l’abuso di frasi fatte e scontate. Per far sorridere con ironia, dunque, meglio evitarle, quando questo è possibile. Mi pare ovvio che “chiaro come il sole” sia un’espressione abituale; mentre se io scrivo “chiaro come trecento lampadine” può avere un’accezione diversa.
Un altro dato importante da tenere presente per questo genere è che nessuno dei personaggi può e deve essere immune dalla graffiante ironia narrativa: dalla protagonista femminile, che si mette in gioco (spesso le storie di questo tipo sono narrate in prima persona) e cade in tante buffe situazioni, al protagonista maschile. Che può anche essere bellissimo, supersexy, grondante fascino: ma cadrà comunque anche lui sotto la scure del sorriso di chi racconta. Perché no?
 
In fondo il grande merito del romance ironico è anche quello di aver liberato la donna da un vero e proprio giogo: e cioè quello di considerare l’amore l’unico centro possibile della propria vita, e vissuto anche, a tutti i costi, come un dramma.
Be’, noi donne siamo capaci di andare oltre questo, appunto: e cioè narrare storie in cui l’amore viene trattato in maniera diversa. Con leggerezza e semplicità, appunto, e con la giusta dose di ironia che ci permette di vivere meglio. Un sorriso in più può aiutare molto, nella vita: sia per chi legge, sia per chi scrive. E la donna di oggi ha bisogno anche e soprattutto di questo.
Si dice che sia più difficile far ridere che far piangere: vale anche per le letture, naturalmente. Sarà vero?
Un’ultima, ultimissima osservazione: se non pensate di essere in grado di maneggiare con la cura necessaria questa qualità - l’ironia - evitate di cimentarvi. I generi letterari sono molti, non dovete forzarvi a scrivere un romance ironico contemporaneo, se non ve lo sentite ben calato sulla vostra pelle: sarebbe uno spreco di energie.





LINGUAGGIO SEMPLICE: Usare un linguaggio semplice e immediato fa entrare subito il lettore/la lettrice nella storia.
 
NARRAZIONE LEGGERA: Una delle caratteristiche maggiori dell’ironia è la leggerezza, quindi va usato un tono soffuso, meglio evitare termini pesanti, forti.

 
BANDIRE LA VOLGARITA': L’ironia è proprio l’opposto della volgarità, questo sarebbe uno degli errori più gravi!

 
COMICITA' SOTTILE: La sottile comicità è la chiave dell’ironia, quindi dobbiamo far sorridere su fatti apparentemente insignificanti, condendoli con termini magari buffi e insoliti, o magari qualche piccolo “tormentone”.


RITMO NARRATIVO COSTANTE: E' una delle cose più difficili in un romanzo, ma in particolare in quello ironico, meglio rileggere dunque varie volte per capire.
 
LOCUZIONI DIVERTENTI: I paragoni scontati li usano tutti; l’abilità di una scrittrice che si cimenta nel romance ironico è proprio quello di creare locuzioni divertenti tutto personale.


NESSUN PERSONAGGIO E' IMMUNE: I personaggi non sono “sacri”, e dunque tutti cadono sotto la dolce scure dell’ironia.
 
L'AUTRICE DEVE DIVERTIRSI: Scrivere ironico vuol dire trovare spunti divertenti, e avere il sorriso sulle labbra durante… la stesura.

 
QUOTIDIANITA' SPECIALE:  Nel romance ironico avvengono fatti quotidiani, normali, che accadono a tutti: conditi dall’ironia li rendiamo “speciali”.

 
PARLARE DI CIO' CHE SI CONOSCE: Per farci capire dai lettori, è bene che trattiamo una materia in cui siamo ferrati.

7 commenti:

  1. Bellissimo articolo, illuminante ed esaustivo! Del resto Francesca Baldacci è non solo una brava giornalista, ma anche una scrittrice talentuosa di grande professionalità

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido, c'è solo da imparare da Francesca <3

      Elimina
  2. Alexandra Maio24 marzo 2016 10:33

    Ottimo articolo. L'ho letto molto volentieri, anche perché a breve uscirà il mio primo romanzo ironico e a dire la verità ho molta paura di non riuscire a far sorridere chi lo leggerà. Brave Francesca e Linda!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti faccio un grosso in bocca al lupo cara, andrà benissimo <3

      Elimina
    2. Alexandra Maio25 marzo 2016 06:58

      Grazie cara! Speriamo!... <3

      Elimina
  3. Mille grazie a Laura Schiavini e anche ad Alexandra Maio, a cui faccio i miei migliori auguri. E ancora grazie a Linda Bertasi per lo spazio che mi ha offerto sul suo blog!

    RispondiElimina