venerdì 16 maggio 2014

Recensione - SILENZIOSI ACROBATI di Costanza Lindi

Oggi vi presento una silloge molto particolare, propostami dalla talentuosa Costanza Lindi che ho già avuto occasione di ospitare nel mio blog.







QUARTA: Divisa in quattro sezioni, questa silloge poetica rappresenta il tentativo della scrittrice di riprodurre su un foglio di carta luci, ombre, movimenti ed evoluzioni di ogni parte del mondo, che sia reale o nata nella nostra mente, rappresentando ogni essere umano come un acrobata, un funambolo che avanza sulla sua corda sottile, costantemente in bilico tra il giusto e lo sbagliato, realtà e finzione. Poesie che parlano di noi, l'umanità come protagonista della scena, in uno spettacolo ricco di domande e risposte, tutto ciò che rende ognuno di noi degno di un pubblico.







La raccolta è preceduta dalla bellissima prefazione di Barbara Bracci seguita dai primi componimenti che, come in una sorta di incipit, coinvolgono il lettore con immagini e particolari che saltano agli occhi e proiettano nella mente un film a tratti in bianco e nero, a tratti a colori. Suoni, colori e odori che profumano di reale.

"Silenziosi acrobati" è un'opera d'indubbio talento dove le parole danzano su un palcoscenico, perchè la silloge della Lindi si presenta proprio come un'opera teatrale; suddivisa in parti come tanti atti da mettere in scena e, qui, è la parola ad andare alla ribalta, una parola che si tinge di esperienze e stati d'animo del quotidiano, di emozioni terrene, di umanità e cinismo propri della società in cui siamo inseriti.



 'Il poeta vive lì,
tra il vento e la bufera,
alla ricerca di calore
per carta bagnata.
Umidità di lacrime,
umidità di rabbia, di bile
schiumata dalle nostre dita.
La penna è la coda della nostra saliva,
per questo si chiamano umori.'




L'autrice analizza magistralmente l'animo umano raccontandoci esperienze di scrittori e poeti, analizza la solitudine, la noia, la monotonia, l'indifferenza, ci spinge a porci domante sul passato, il presente e sull'incerto futuro che ci aspetta qualche passo avanti a noi. Pone un occhio di riguardo all'anima del poeta stesso: a come nascono le opere letterarie, al rapporto con il lettore e la critica e a quanto questo mondo di applausi e rancore possa intaccare l'interiorità di un'artista.
Affronta e sviscera temi come l'odio, l'amore, il coraggio, la maternità e il rapporto madre-figlio. Colloca tutti questi temi in fila su una fune precaria, dove il minimo fiato di vento potrebbe turbarne l'equilibrio e costringerli a improvvisarsi equilibristi.


Molti di questi componimenti sono stati selezionati in concorsi come il Premio Internazionale Napoli 'Cultural Classic', il Premio Letterario '500 Poeti Dispersi' e il Premio Letterario 'Il valore di un passo'. Poesie che riproducono immagini vivide, situazioni e sensazioni in cui è facile identificarsi, particolari di vita quotidiana che bucano il cuore.






'Calore profumato,
suoni di raso
e denti morbidi.
Sapore di cielo
tra le dita intrecciate
di due polsi in sincronia.'





La Lindi ha l'indiscusso dono di leggere l'animo umano e saperlo tradurre in versi, di cogliere i suoi significati nascosti e innescare in noi la riflessione. Un'artista da tenere d'occhio, e sottolineo la parola 'artista', perchè classificarla come 'scrittrice' trovo sia alquanto riduttivo in questo caso.

Una silloge che consiglio a chi ama la poesia d'autore, ma anche a chi non è appassionato del genere e ci si avvicina perchè spinto da curiosità. 
Non resterete delusi, ve lo assicuro!

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