lunedì 19 agosto 2013

INTERVISTA A MARIA STELLA BRUNO


Ciao Maria Stella, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Raccontarmi? Beh, è difficile, lo è sempre stato per me, per questo forse mi sono data alla poesia e alla prosa. Sono maniere indirette di esprimere quel mondo che ognuno di noi si porta dentro, quel LOGOS di cui parla Eraclito in una delle frasi che preferisco di più… “I confini dell’anima non li potrai mai trovare per quanto tu percorra le sue vie; tanto profondo è il suo Logos”… Per questo forse mi definisco “semplicemente complicata”, perché di fondo sono una persona semplice, a cui piace leggere un buon libro, fare passeggiate nella natura, ridere e scherzare con familiari e amici, ma che ha anche molti spigoli, ombre e sofferenze che possono rendermi “dura” a volte, specie se mi si prende dal verso sbagliato. Mi dicono scherzando che sono impossibile(anche nel senso buono!), forse hanno ragione… ^_^
Sei un’appassionata lettrice e spazi dalla letteratura generale alla filosofia orientale. Cosa ti affascina di quest’ultima disciplina?
Quel senso di disciplina, di perfezione, di controllo. La ricerca della pace tramite la ripetizione di gesti, parole. Nel mondo orientale, specie quello antico, tutto sembra votato alla bellezza, purtroppo a volte a scapito dell’improvvisazione, poiché ci sono canoni prefissati. Ed è questo modo di vedere le cose che mi attrae, forse perché non mi appartiene. Il mistero, le potenzialità della mente, la saggezza dietro ogni gesto studiato sono cose che destano in me ammirazione, che mi affascinano davvero.

Un diploma magistrale e l’iscrizione a Lettere e Filosofia. Un percorso di studio interrotto dopo due anni, perché questa decisione?

Mi sentivo costretta in un sistema troppo rigido, soffocante, volto più al conseguimento dell’esame che dell’apprendimento. I miei interessi erano eclettici e di ogni cosa volevo approfondire, ma lo stress di conseguire più esami alla volta influiva sulla mia gioia di imparare. A quel punto decisi di lasciare.
Dal periodo di introspezione nasce l’ispirazione per le tue poesie a tema esistenziale. Alcune verranno poi inserite nelle antologie “Olympia città di Montegrotto Terme 2003” e “Comune di Candia Lomellina 2004”. Cosa ricordi di questa esperienza?

Avevo molta voglia di esprimermi, di cercare di dare “voce” a ciò che sentivo. Non sono mai stata brava a “svelare” me stessa, come ho già detto, a parlare apertamente di me anche in un diario privato, così i versi un po’ ermetici, la poesia libera mi hanno aiutata. Ogni poesia è parte di me, quindi di quel periodo, ricordo maggiormente lo stupore nel rendermi conto che ciò che scrivevo poteva piacere.
Partecipi al premio letterario 'Il Club egli autori 2002-2003' con la poesia “In un soffio di vento” e ti aggiudichi il primo posto. Ne consegue la pubblicazione di una tua raccolta “Clessidre Notturne”. Parlacene.

E’ stata una sorpresa, un’emozione indicibile. Ricordo che andai a ritirare il premio a Melegnano (Mi) e che ero talmente emozionata che dubitavo di riuscire a salire sul palco e ritirare la targa… Poi, beh, l’ho fatto, ma ero così sopraffatta dagli applausi e dall’atmosfera che tutto, da quel punto in poi, nella mia mente diventa un ammasso confuso. Eppure anche quella “confusione”, quel vincere me stessa e la “paura del palcoscenico” sono stati un dono. È stata una bella esperienza. E la pubblicazione della raccolta, anche se solo 100 copie fuori commercio, mi ha dato la spinta a volere qualcosa di più… Forse nacque allora il seme di quel romanzo che scrissi in seguito, il desiderio di vederlo su carta stampata…
Nel 2006 pubblichi il tuo primo romanzo “Il Drago Infinito – I custodi” che si aggiudica il secondo posto nel XV premio letterario “N. Giordano Bruno 2006”, ottenendo anche la recensione del critico d’arte Professoressa Maria Teresa Prestigiacomo. Raccontaci le tue emozioni.

Già scrivere un romanzo, riuscire a pubblicarlo è una vittoria, ma ottenere dei riconoscimenti certo aiuta l’autostima, specie dove questa difetta. Nel mio caso, quello fu un periodo in cui misi in gioco me stessa più di quanto avessi mai fatto. Mi ero gettata in mare e cavalcavo l’onda, ma non ci sarei riuscita da sola. I miei genitori mi hanno sostenuta e guidata. Credo che ogni tassello, ogni cosa fatta in quel periodo sia valsa a farmi superare meglio le prove che la vita mi ha dato. Guardandomi indietro, penso che non sarei riuscita a sopportare quel periodo della mia esistenza se non avessi avuto quelle soddisfazioni almeno nel campo professionale. Il bagaglio di esperienze accumulate, le sfide affrontate e vinte, mi hanno reso più libera dal parere altrui, più sicura, oserei più forte, ma credo che forte non lo sarò mai veramente…

Nel 2007 ti aggiudichi il Premio per scrittori emergenti, ‘in ricordo di Anna Moleti Belfiore’. Ricordi qualcosa di quest’esperienza?
Naturalmente. Ogni riconoscimento ha il suo valore, ogni dimostrazione di stima mi ha spronato a non mollare, a  proseguire sulla “Via della Penna”, come un samurai che segue la Via della Spada (^_^), a non lasciarmi prendere dallo sconforto di fronte alle porte chiuse, magari sbattute in faccia, ai favoritismi, ad un mondo editoriale non sempre limpido e molte volte ostico per i nuovi nomi. Mi pare che ritirai quel premio a Taormina(Me) e che pregai la conduttrice di non farmi parlare… Avevo paura che mi si incrinasse la voce… E poi lo Scirocco. Lo ricordo nel suo abbraccio più caldo. Spazzò una sola volta il cortile dove ci trovavamo, ma fu una ventata improvvisa, forte, avvolgente, quasi fosse un monito il suo. Lo Scirocco parve dirci che era lui il signore di quelle terre, noi solo dei poveri affittuari…  ;)

Nel 2012 la tua poesia “Una preghiera” viene inserita nell’antologia “Lacrime e fango di Rocco Fodale – Per certi versi” e nello stesso anno, il tuo primo romanzo viene nuovamente pubblicato con la Edizioni il Pavone, con un nuovo titolo “I custodi dei frammenti” della saga “Il Sigillo Del Drago Infinito”. Come mai questo cambio editoriale?
Ho revisionato il testo ed ho deciso di cambiare il titolo perché quello precedente poteva far credere che si trattasse di un diverso genere di fantasy, rispetto a quello che è. Ho scelto di “rasentare” il genere fantasy, ma sono rimasta più sull’avventura. Chiamare il romanzo solo “Il Drago Infinito – I custodi”, come nell’edizione del 2006, poteva far credere che trattasse dei classici elementi del genere, di draghi, elfi, maghi, un po’ un romanzo alla Tolkien, invece io ho evitato di prendere quella via fin troppo frequentata. I miei personaggi sono uomini e donne, che nel bene o nel mare, con le proprie luci ed ombre, non a tutto tondo, vivono e muoiono seguendo i loro intenti. Il tutto si svolge in un medioevo alternativo, intorno alla ricerca di un perduto libro di profezie…

Nel 2013 esce il tuo secondo romanzo “La spada e il drago”, capitolo conclusivo della saga suddetta. Cosa troveranno i lettori al suo interno.
Nel primo volume “I Custodi dei Frammenti” la vicenda inizia a prendere corpo, si conoscono i personaggi, la loro personale storia, le interazioni col mondo circostante. C’è avventura e mistero, ma nel secondo volume “La Spada e il Drago” le cose prendono pieghe più incalzanti, aumentano i segreti, i colpi di scena, le situazioni di pericolo. Tutto si avvia alla resa dei conti, all’epilogo finale, che poi giunge nel luccichio del metallo e nell’ arsura del fuoco… Ma non svelo di più, altrimenti non ci sarebbe gusto a leggerlo. ;)




Qual è stato l’input per questa saga?
Nasce da una mappa, un gioco con me stessa. Mi piace disegnare ed ho iniziato ad abbozzare un mondo, coi suoi fiumi, mari, monti… La fantasia ha fatto il resto immaginando città, popoli, costumi. E per narrare il tutto ho cominciato da un personaggio semplice: Safav il contadino. Tramite lui ci si addentra nella storia che si apre “a ventaglio” su molti altri personaggi che, protagonisti delle proprie vicende, aiuteranno a narrare il filo unico che tiene la mia saga, ovvero la ricerca del mitico libro di profezie “La Spada dei Sette”.

Quali temi affronti nel tuo libro?
Amicizia, vendetta, odio, passione e amore. Meschinità e atti di supremo coraggio. Avidità e generosità. Onore e infamia. Tradimento e lealtà. Tratto dell’uomo, quindi c’è tutto, specie nelle sue ambizioni, nel suo rapporto col potere, nella sua brama di conquista. La domanda che mi sono posta è questa: cosa sarebbe disposto a fare un uomo intelligente, ambizioso, permeato dal desiderio di vendetta al sapere che quella che tutti pensano sia una leggenda invece è una realtà? Cosa farebbe quell’uomo se potesse avere lo strumento per sapere gli eventi più importanti del futuro? Beh, mi son risposta, cecherebbe di  ottenere quello strumento, di approfittarne, per plasmare il mondo a suo piacimento… Ma per chi brama il potere per sé, c’è sempre chi vuole evitare il peggio, chi ha ideali e crede in essi fino alla morte. E sarà lotta, senza respiro, senza speranza di vittoria  a volte, di sicuro impatto per chi ama le avventure epiche, ma non esagerate, in un viaggio che può portare lontano!

Stai lavorando a qualche altro progetto?
I progetti in cantiere sono tanti. Vorrei pubblicare nuovamente la mia raccolta di poesie “Clessidre Notturne”, ampliata e non più in sole 100 copie fuori commercio. Sto revisionando il primo volume di un’altra saga dal  titolo “L’Occhio del Veggente” e ne sto concludendo il secondo volume. Penso già al terzo, ma è ancora troppo presto. In compenso ho già iniziato un romanzo di fantascienza ed uno surrealista…  In pratica avrei bisogno di più ore al giorno, poiché a volte neanche la notte basta! Sono un vulcano di idee, devo solo stare attenta a non scoppiare! ^_^

E’ stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!
 
Per seguire Maria Stella     MARIA STELLA BRUNO


 

4 commenti:

  1. Grazie Linda!!! E' stato un vero piacere essere tua ospite. Sei una bravissima intervistatrice!

    RispondiElimina